PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E TRASPARENZA 2023-2025 (MISURE INTEGRATIVE AL MODELLO 231) INDICE 1. Premessa: scopo e campo di applicazione 3 2. RIFERIMENTI NORMATIVI 3 2.1 Riferimenti Legislativi 3 2.2 Riferimenti normativi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) 4 3. termini e definizioni 5 4. Analisi del CONTESTO 6 4.1 Analisi contesto esterno 6 4.2 Analisi contesto interno 7 5 STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI SERVIZI ALLA STRADA S.P.A 7 5.1 Ruoli dell’organizzazione, responsabilità 9 6 PIANO TRIENNALE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 10 6.1 Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza - RPCT 11 6.2 Codice Etico 12 6.3 Protocolli di legalità per gli affidamenti 13 6.4 Tutela di chi segnala gli illeciti 13 6.5 Metodologia utilizzata per l’analisi dei rischi 14 7 Monitoraggio e riesame 16 8 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 17 8.1 Premessa 17 8.2 Attuazione delle misure 17 8.3 Obiettivi strategici in materia di trasparenza 18 8.4 L’accessibilità totale 18 8.5 Obiettivi 19 8.6 OIV – Organismo indipendente di valutazione 19 8.7 Accesso civico 20 8.8 Accesso generalizzato 20 9. NORMATIVA SULLA PRIVACY 22 10. Accesso e Contatti 22 11. ALLEGATI 23 1. Premessa: scopo e campo di applicazione Lo scopo del presente documento è: • esporre in modo articolato l'impegno di Servizi Alla Strada S.p.A. sia nella lotta alla corruzione sia alle disposizioni anticorruzione in vigore; • definire i principi per l'individuazione e la prevenzione di potenziali episodi di corruzione al fine di: • tutelare l'integrità e la reputazione di Servizi Alla Strada S.p.A.; • comunicare con chiarezza i principi anticorruzione alle parti interessate sia interne che esterne alla Servizi Alla Strada S.p.A. Servizi Alla Strada S.p,A., ha aggiornato la parte generale del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi dell’ ex D. Lgs. n. 231/2001, approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 18 dicembre 2019, con l’obiettivo di raccordarlo ed integrarlo con il PTPCT, ai sensi della legge n. 190/2012, alfine di istituire un sistema volto ad evitare per quanto più possibile che un fenomeno corruttivo si verifichi, attuando e rafforzando i presidi già previsti, e basando la valutazione del rischio sui singoli processi analizzati nell’ottica del D.Lgs..231/2001 e delle linee guida ANAC. Il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi dell’ ex D. Lgs. n. 231/2001 e il PTPCT, sono stati revisionati, il primo per l’introduzione dell’art. 25 -quinquiesdecies “Reati fiscali”, ed il secondo per il controllo del rischio in azienda a seguito sia dell’introduzione dei Reati tributari, sia per la revisione del rischio. A breve sarà ulteriormente rivisto inserendo i presidi per prevenire l’antiriciclaggio ovvero per evitare l'ingresso nel sistema legale di risorse di origine criminale; contribuendo a preservare la stabilità, la concorrenza, il corretto funzionamento dell'integrità dell'economia della Servizi alla Strada S.p.A.. Tali presidi, al pari di quelli anticorruzione, sono volti a fronteggiare il rischio che l'amministrazione entri in contatto con soggetti coinvolti in attività criminali Per questo, in più parti del PNA ANAC, approvato il 21 novembre 2022 sono stati evidenziati i raccordi necessari che è opportuno sussistano fra anticorruzione e antiriciclaggio. L’ODV ha già provveduto ad interessare tramite riunioni tutti i Responsabili sul tema sia dell’antiriciclaggio che sull’utilizzo della moneta elettronica. In conformità all’art. 1 comma 2 bis della Legge 190/2012, n. 190 Servizi Alla Strada S.p.A. con il presente documento adotta le misure di prevenzione della corruzione integrative a quelle adottate ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.. Il presente documento è stato elaborato dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione della Società in stretto coordinamento con l’Organismo di Vigilanza (ODV). Il Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza è il Dott. Francesco Pellizzi, l’Organismo di Vigilanza è la Dottoressa Laura Morini. 2. RIFERIMENTI NORMATIVI 2.1 Riferimenti Legislativi • Decreto Legislativo 8/06/2001 n. 231 "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'art. 1 della legge 29/09/2000 n. 300"; • Legge 6/11//2012 n.190 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione"; • Decreto Legislativo 14/3/2013 n. 33 "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicazione, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni"; • Decreto Legislativo 8/4/2013 n. 39 Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190; • Decreto Legislativo 25/05/2016 n. 97 "Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della Legge 6/1 1/2012 n. 190 e del Decreto Legislativo 14/03/2013 n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della Legge 7/08/2015 n. 124 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"; • Decreto Legislativo 19/08/2016 n. 175 "Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica" C.d. "legge Madia" e Decreto legislativo 16/06/2017, n. 100, concernente "Disposizioni integrative e correttive al Dlgs. n. 175/16, recante 'Testo unico in materia di Società a partecipazione pubblica' ("Tusp"). Il D.Lgs. 33/2013 e s.m.i. ed il PNA 2016, quando dispongono a proposito di Società a partecipazione pubblica, rimandano alla definizione contenuta nel D.Lgs. 175/2016. • Legge 9/01/2019 n. 3 "Misure per il contrasto dei reti contro la Pubblica Amministrazione nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici." I riferimenti legislativi possono essere consultati in qualsiasi momento collegandosi al portale istituzionale della legge vigente www.normattiva.it. 2.2 Riferimenti normativi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) Il Piano Nazionale Anticorruzione 2013 approvato dalla CIVIT con la delibera n. 77/2013 prevede, posizione mantenuta dalla Determinazione ANAC n. 12 del 28 ottobre 2015 “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”, dalla Delibera ANAC n. 831 del 3 agosto 2016 “Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2017”, dalla Delibera ANAC n. 1208 del 22 novembre 2017 “Approvazione definitiva dell’Aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione” e dalla delibera ANAC del 21 novembre 2018 n. 1074 “Approvazione definitiva dell’aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione”, quanto segue: “Al fine di dare attuazione alle norme contenute nella L. n. 190/2012 gli enti pubblici economici e gli enti di diritto privato in controllo pubblico, di livello nazionale o regionale/locale sono tenuti ad introdurre e ad implementare adeguate misure organizzative e gestionali. Per evitare inutili ridondanze, qualora questi enti adottino già modelli di organizzazione e gestione del rischio sulla base del D. Lgs. n. 231 del 2001 nella propria azione di prevenzione della corruzione, possono fare perno su essi ma estendendone l’ambito di applicazione non solo ai reati contro la pubblica amministrazione previsti dal D.Lgs. n. 231 del 2001, ma anche a tutti quelli considerati nella L. n. 190 del 2012, dal lato attivo e passivo, anche in relazione al tipo di attività svolto dall’ente (società strumentali/società di interesse generale). Tali parti dei modelli di organizzazione e gestione, integrate ai sensi della L. n. 190/ 2012 e denominati Piani di prevenzione della corruzione, debbono essere trasmessi” in alcuni casi, “alle amministrazioni pubbliche vigilanti e comunque essere pubblicati sul sito istituzionale” come integrazione del MOG.” Con delibera numero 1064 del 13 novembre 2019, ANAC ha approvato il Piano Nazionale Anticorruzione 2019-2021, con l’intento di recepire nei PTPCT le indicazioni contenute nel PNA, l’ANAC ha deciso di rivedere e consolidare in un unico atto di indirizzo tutte le indicazioni fornite fino ad oggi, integrandole con orientamenti maturati nel corso del tempo e oggetto di appositi atti regolatori; ha inoltre indicato (Allegato 1 al PNA) la metodologia per la gestione dei rischi corruttivi integrando ed aggiornando le indicazioni del PNA 2013 e l’Aggiornamento 2015 al PNA, alla luce dei principali standard internazionali di risk management. In data 21 novembre 2022 ANAC ha approvato il PNA 2022. Il Piano è finalizzato a rafforzare l’integrità pubblica e la programmazione di efficaci presidi di prevenzione della corruzione nelle p.a., puntando però nello stesso tempo a semplificare e velocizzazione le procedure amministrative. Tra le novità previste, appare utile evidenziare un rafforzamento dell’antiriciclaggio, impegnando i responsabili della prevenzione della corruzione a comunicare ogni tipo di segnalazione sospetta in cui potessero incorrere all’interno della pubblica amministrazione, e delle stazioni appaltanti. Con delibera del 19 dicembre 2023 n. 605 ANAC ha aggiornato il Piano Nazionale Anticorruzione a seguito dell’introduzione del D.Lgs. 36/2023, fornendo limitati chiarimenti per adeguarsi al nuovo codice. E’ stato evidenziato nel Piano, infatti, il legame tra battaglia antiriciclaggio e lotta anticorruzione. Altro aspetto significativo del nuovo Piano è la necessità di identificare il titolare effettivo delle società che concorrono negli appalti pubblici. ea SA sono chiamate a controllare “chi sta dietro” a partecipazioni sospette in appalti e forniture pubbliche. 3. termini e definizioni Come stabilito sia dalla Convenzione ONU che da altre Convenzioni predisposte da organizzazioni internazionali (es OCSE e Consiglio di Europa) firmate e ratificate dall’Italia, la corruzione consiste in comportamenti soggettivi impropri di un pubblico funzionario, che al fine di curare un interesse proprio o un interesse particolare di terzi, assume (o concorra all’adozione di) una decisione pubblica, deviando, in cambio di un vantaggio (economico o meno), dai propri doveri di ufficio, cioè dalla cura imparziale dell’interesse pubblico affidatogli. Il capo I, del Titolo II del libro secondo del codice penale - Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione – stabilisce che la corruzione non coincide con i soli reati più strettamente definiti come corruttivi (concussione, art. 317, corruzione impropria, art. 318, corruzione propria, art. 319, corruzione in atti giudiziari, art. 319-ter, induzione indebita a dare e promettere utilità, art. 319-quater), ma comprende anche reati relativi ad atti che la legge definisce come “condotte di natura corruttiva”. Relativamente ai soggetti attivi, le fattispecie appartenenti alla categoria della corruzione configurano reati sia propri che comuni: propri, considerando il lato del corrotto, necessariamente un Pubblico Ufficiale ma anche l’incaricato di pubblico servizio, come da art. 320; comuni dal punto di vista del soggetto corruttore che può essere qualunque privato cittadino. Inoltre la corruzione può essere propria o impropria: la corruzione propria (art. 319 c.p.), è la fattispecie in cui un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che accetta la dazione o la promessa di denaro o altra utilità per omettere o ritardare il compimento di un atto del suo ufficio, ovvero per compiere un atto contrario ai doveri del suo ufficio; la corruzione impropria (ex art. 318 c.p.) è la fattispecie che riguarda il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che accetti la prestazione o la promessa di denaro o altra utilità in cambio del compimento di un atto del suo ufficio. In questo caso, in effetti, il funzionario pubblico o l’incaricato di pubblico servizio pone in essere un atto che avrebbe comunque dovuto compiere e il disvalore della condotta sta soltanto nel compenso. La terminologia di corruzione ambientale o endemica, si usa quando all'interno di un ente, di un’articolazione amministrativa la corruzione non è un atto criminoso isolato, bensì una prassi: ovvero un modus operandi e addirittura vivendi diffuso, tale da instaurare una permanente induzione verso detta fattispecie delittuosa. Al reato di corruzione si associano i reati che vanno dalla concussione (art. 317 c.p.) al reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p. ). In questo contesto si inserisce la Legge 190/2012 nella quale si delineano una serie di misure di prevenzione alla corruzione rendendo sempre più difficili i comportamenti di corruzione e di cattiva amministrazione nelle pubbliche amministrazioni e negli enti controllati dalle stesse. Alla Legge 190/2012 sono seguiti: • il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”; • il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”; • il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 ” Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”; Lo strumento per prevenire i fenomeni corruttivi ai sensi dell’art. 1, comma 2 lett. b) della legge n. 190/2012 è il Piano nazionale anticorruzione, nel quale l’Autorità Nazionale Anticorruzione fornisce indicazioni agli enti, ai fini dell’adozione dei Piani Triennali di prevenzione della corruzione e Trasparenza (PTPCT). Per Servizi Alla Strada S.p.A. l’adozione del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (PTPCT) rappresenta lo strumento attraverso il quale la società sistematizza e descrive il processo finalizzato a definire una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo. 4. Analisi del CONTESTO 4.1 Analisi contesto esterno L’analisi del contesto esterno ha l’obiettivo di evidenziare come le caratteristiche dell’ambiente nel quale Servizi Alla Strada S.p.A. opera possa favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi al suo interno. Ciò in relazione sia al territorio di riferimento, sia a possibili relazioni con portatori di interessi esterni che possono influenzarne l’attività. Servizi Alla Strada S.p.A. si rapporta ad una pluralità di soggetti, sia pubblici che privati, che potrebbero creare un contesto particolarmente favorevole al verificarsi di fenomeni corruttivi. che la società ha sempre cercato di arginare nel corso degli anni con l’adozione di strumenti quali il MOG 231 ed il suo aggiornamento. 4.2 Analisi contesto interno Servizi Alla Strada S.p.A. è una società in house del Comune di Firenze alla quale sono stati affidati i servizi pubblici tramite un contratto dei servizi firmato in data 27 marzo 2017 per una durata di 10 anni. I servizi sono: • Rimozione forzata e blocco dei veicoli di cui all’art, 159 del Codice della Strada ed in tutti gli altri casi previsti dalla normativa vigente. • Gestione depositeria comunale e attività correlate: custodia e restituzione dei veicoli introdotti in depositeria e gestione delle fasi preliminari successive ed incarico di riscossione in qualità di agente contabile dell’onere a carico dei cittadini per l’introduzione e custodia dei veicoli. • Gestione della sosta di superficie su aree aperte all’uso pubblico. • Attività di rilascio contrassegni di competenza dell’Amministrazione Comunale inerenti la circolazione e la sosta dei veicoli previsti da leggi, regolamenti e/o disciplinari (ad esempio contrassegni per invalidi, ZTL, bus, ZTL, aree pedonali), con riscossione delle relative somme di denaro in nome e per conto del Comune di Firenze, oltre alle attività informative all’utenza e di front-office correlate. • Servizio di controllo telematico accessi, ivi comprese le attività di gestione e manutenzione dei sistemi telematici, rilascio contrassegni elettronici e di inserimento e aggiornamento dati necessari al funzionamento del sistema informatico per l’accesso alle zone protette dai sistemi telematici in questione. • Gestione delle catene o barriere stradali che limitano l’accesso in determinate zone o spazi della città. • Servizi di supporto tecnico relativi alla mobilità sostenibile. • Servizio di verifica tecnica e controllo della alterazioni/occupazioni suolo pubblico e degli interventi di terzi sulla viabilità del Comune di Firenze. • Pubbliche affissioni e defissioni, installazione e manutenzione ordinaria dei supporti e spazi relativi, controllo aree mercatali. • Servizi operativi di supporto alla mobilità. • Attività tecnico/amministrativa connessa alla mobilità. • Gestione parchi e giardini e servizi di manutenzione e pulizia verde pubblico. • Gestione delle toilette pubbliche. • Gestione e controllo dei punti di accesso e uscita dalle aree pedonali. • Servizi e attività connesse alla manutenzione e gestione dei cimiteri comunali. • Servizi merci e cose sequestrate e oggetti trovati e attività connesse al ritiro, custodia e restituzione di merci abbandonate od altrimenti oggetto di sequestro penale e amministrativo. • Gestione di servizi inerenti lo svolgimento del commercio su area pubblica. • Attività di supporto dei servizi della toponomastica e del cerimoniale comunale. Il personale al 31 dicembre 2023 era composto da 168 unità. 5 STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI SERVIZI ALLA STRADA S.P.A Nell’analizzare il contesto interno un aspetto di rilievo viene attribuito all’organigramma che si riporta in allegato sotto la lettera “A”. Servizi Alla Strada S.p.A. con l’organigramma a struttura organizzativa funzionale, definisce chiaramente i criteri di suddivisione del lavoro e le linee gerarchiche di rispondenza. All’organigramma sono allegati come parte integrante gli schemi organizzativi, che riportano il numero di dipendenti impiegati e relativo inquadramento professionale per ogni singolo servizio. L’organigramma ed i suoi allegati sono resi disponibili per la consultazione nella rete intranet aziendale, fruibile da ogni dipendente. L’organigramma e relativo allegato saranno revisionati per nuovi affidamenti, ampliamenti, soppressione o diminuzione di servizi svolti da Servizi alla Strada. L’organigramma è in vigore dal 26 giugno 2023. Il Consiglio di Amministrazione Nell’ambito delle proprie competenze: - Individua e nomina il responsabile per la prevenzione della corruzione (art. 1, comma 7, della L. n. 190); - adotta le misure organizzative di prevenzione della corruzione ed i suoi aggiornamenti; - adotta tutti gli atti di indirizzo di carattere generale che siano direttamente o indirettamente finalizzati alla prevenzione della corruzione; - svolge i procedimenti disciplinari nell’ambito della propria competenza; - adotta il Codice di comportamento. Il Consiglio di Amministrazione ha adottato un Codice di Comportamento reso disponibile a tutto il personale e anche a terzi che è stato pubblicato sia nella sezione “Società Trasparente”, sia nella rete intranet aziendale in cui: - proibisce pratiche di corruzione diretta o indiretta; - richiede il rispetto delle leggi e dei principi di onestà, correttezza, integrità, trasparenza, legittimità e chiarezza; - individua le conseguenze del mancato rispetto del codice medesimo; - descrive i compiti svolti dal RPCT e dall’ODV; - illustra le modalità di trasmissione delle segnalazioni al RPCT ed all’ODV e le relative tutele previste per i dipendenti; - prevede l’impegno di Servizi alla Strada a vigilare sull’osservazione del Codice, predisponendo adeguati strumenti di informazione, prevenzione e controllo e assicurando la trasparenza delle operazioni o dei comportamenti posti in essere, intervenendo se del caso con azioni correttive. Il personale di Servizi Alla Strada S.p.A. Il personale di Servizi Alla Strada S.p.A: è organizzato in accordo con quanto previsto dall’organigramma di cui sopra. Nell’ambito delle rispettive attività, compiti e responsabilità, i dipendenti ed i collaboratori di Servizi Alla Strada S.p.A. sono responsabili del verificarsi di fenomeni corruttivi derivanti da un inefficace presidio delle proprie attività, ovvero da comportamenti elusivi e non conformi alle prescrizioni aziendali in materia. Pertanto, al fine di adempiere pienamente al proprio mandato e rappresentare un efficace presidio di prevenzione alla corruzione, l’attività del RPCT è costantemente e concretamente supportata e coordinata con quella di tutti i soggetti operanti nell’organico. Tutto il personale di Servizi Alla Strada S.p.A. è tenuto pertanto al pieno rispetto degli oneri di collaborazione nella prevenzione della corruzione e dell’illegalità in Servizi Alla Strada S.p.A. In particolare, la collaborazione del personale si esplica nelle seguenti attività: - rispetto degli obblighi di trasparenza; - vigilanza sul rispetto del Codice Etico da parte dei dipendenti e collaboratori; - astensione nei casi di conflitto d’interessi; - pieno rispetto delle previsioni delle presenti misure integrative ex legge 190/2012; - segnalazione delle situazioni di illecito e di tutti i casi di conflitto di interessi che li riguardano al proprio Responsabile ed al RPCT. 5.1 Ruoli dell’organizzazione, responsabilità Il Responsabile per la prevenzione corruzione Al Responsabile per la prevenzione e corruzione sono attribuiti i seguenti compiti: - elabora la proposta di piano della prevenzione, (art. 1, comma 8 L. 190/2012); i contenuti del piano, che caratterizzano anche l'oggetto dell'attività del responsabile, sono distintamente indicati nel comma 9 dell'art. 1; - definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione (art. 1, comma 8 L. 190/2012); - verifica l'efficace attuazione del piano e la sua idoneità (art. 1, comma 10, lett. a L. 190/2012); - propone le modifiche al piano in caso di accertamento di significative violazioni o di mutamenti dell'organizzazione (art. 1, comma 10, lett. a L. 190/2012); - verifica, d'intesa con il dirigente competente, l'effettiva rotazione ove possibile degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione (art. 1, comma 10, lett. b L. 190/2012); - svolge i compiti di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di inconferibilità ed incompatibilità (art. 1 L. n. 190 ed art. 15 D.Lgs. n. 39 del 2013); - elabora la relazione annuale sull’attività svolta e ne assicura la pubblicazione; - coincide con la figura del Responsabile della Trasparenza e ne svolge conseguentemente le funzioni (art. 43 D. Lgs. n. 33/2013). Per lo svolgimento dei compiti assegnati, il RPCT dispone di supporto in termini di risorse umane, ha completo accesso a tutti gli atti dell’organizzazione, dati e informazioni, funzionali all’attività di controllo che comunque sono di pertinenza del vertice gestionale. In tale ambito rientrano, peraltro, anche i controlli inerenti la sfera dei dati personali, per i quali il RPC individua le migliori modalità per la salvaguardia della riservatezza. Le responsabilità del RPC sono definite dall'art. 1, commi 8, 12 e 14 della Legge n. 190/2012 ai quali espressamente si rinvia. L’Organismo di Vigilanza (ODV) e Organismo indipendente di valutazione (OIV) L’organismo di vigilanza ha il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello 231. Collabora con RPCT condividendo ed approvando il PCPT e segnalando al Consiglio di Amministrazione eventuali aggiornamenti del Modello 231. L’organismo indipendente di valutazione ha il compito di attestare gli obblighi di pubblicazione ai sensi dell’art. 8-bis dell’art. 1 della Legge 190/2012. Il Collegio Sindacale Il collegio sindacale quale organo di controllo si confronta con il RPCT e con l’OdV per tutta la materia assegnata. Il revisore legale Il revisore legale si occupa di controllare e verificare la conformità alle leggi italiane e internazionali dei bilanci dell’azienda e della regolare tenuta della contabilità nonché la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili e dei controlli ai fini del D.Lgs 231/2007 c.d “Legge Antiriciclaggio”. DPO – Responsabile Protezione dei dati Il ruolo di Responsabile della protezione dei dati, figura introdotta dal regolamento UE 2016/679 (artt. 37-39) è svolto dall’ Ing. Matteo Del Rio, con atto di nomina da parte della Servizi Alla Strada S.p.A. in data 26 ottobre 2020, in sostituzione del Dott. Alessandro Patti, per sopravvenuta incompatibilità La nomina è stata comunicata all’Autorità del Garante. Il DPO costituisce una figura di supporto anche per il RPCT soprattutto nel caso di riesame di decisioni sull’accesso civico generalizzato per quanto possono riguardare profili attinenti alla protezione dei dati personali. Responsabile Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (RASA) Servizi Alla Strada S.p.A. ha individuato nel Direttore Generale il soggetto RASA – responsabile dell’inserimento e dell’aggiornamento annuale degli elementi identificativi della stazione appaltante nell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA) di cui al 179/2012. In data 3 luglio 2023 il RASA ha inviato la richiesta per la qualificazione di Servizi alla Strada S.p.A. per i servizi e forniture. Anac ha qualificato Servizi Alla Strada con livello SF1, successivamente come richiesto da ANAC ha anche inviato un’integrazione in data 9 gennaio 2024 con l’indicazione dell’utilizzo delle piattaforme telematiche per la gare. 6 PIANO TRIENNALE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Il presente Piano è stato redatto secondo le Linee Guida dell’Autorità Anticorruzione seguendo le istruzioni della delibera 1064 del 13 novembre 2019 ed è stato, pertanto, revisionato sia sotto l’aspetto descrittivo, sia sotto l’aspetto del risk assessment. Il Piano indica le linee guida e gli indirizzi operativi generali, che saranno successivamente rese analitiche, con le quali il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, cui è stato affidato il controllo degli adempimenti di cui alla Legge 190/2012, intende operare al fine di definire, nell’ambito del triennio, una strategia di prevenzione volta alla progressiva riduzione delle aree di rischio. Il PTPCT è un documento di natura programmatica che ingloba tutte le misure di prevenzione obbligatorie per legge e quelle ulteriori, coordinando gli interventi e individuando un percorso virtuoso. Il PTPCT deve affrontare l’analisi e la gestione del rischio corruttivo, a tale proposito sono state individuate le aree di rischio “generali” e quelle “specifiche” di competenza dell’amministrazione più esposte al rischio di corruzione effettuando i seguenti procedimenti: - analisi del contesto; - valutazione del rischio; - trattamento del rischio; - monitoraggio e riesame sull’attuazione delle misure, sul monitoraggio sull’idoneità delle misure, revisione periodica. Per effettuare le attività sopradette, la società ha tenuto conto degli strumenti già previsti dal Modello Organizzativo di gestione ex Legge 231/2001 adottato, il quale è stato aggiornato tra il 2019 e il 2020. Tale modello ha dato origine ad uno studio ed alla continua osservazione del sistema organizzativo, delle attività svolte dalla società, in particolare di quelle da monitorare con maggiore attenzione e con periodicità preordinate e legate al rischio insito in ciascun processo. La mappatura delle attività è illustrata nella Gap Analysis, documento allegato e quindi parte integrante del Modello (pubblicata nella sezione Società Trasparente/Altri contenuti). Per ognuna delle attività mappate è indicato il flusso d’informazione da inviare con relative tempistiche, il grado di rischio e la periodicità dei controlli. Questo documento verrà aggiornato periodicamente per adattarlo alle evoluzioni organizzative della società ed all’accertamento della variazione dei gradi di rischio insiti nelle singole attività. Servizi alla Strada S.p.A. in assenza di fatti corruttivi, modifiche organizzative rilevanti, ipotesi di disfunzioni amministrative intercorse nell’ultimo conferma per questa annualità l’analisi dei rischi effettuata l’anno scorso. Il prossimo anno a seguito di inserimenti nuovi sia di Responsabili che di dipendenti andrà rielaborata ed effettuata una nuova analisi dei rischi. Tale documento viene condiviso da ambedue i responsabili, ovvero dal RPCT e dall’ODV (Allegato 1). Il PTPC 2024-2026 è stato adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 30 gennaio 2024. 6.1 Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza - RPCT Il CdA con verbale n. 121 del 21 settembre 2016 ha nominato RPCT il Dott. Francesco Pellizzi; tale nomina comunicata all’ANAC in data 07 ottobre 2016. Compiti: Il RPCT provvede alla verifica dell’efficace attuazione del piano e della sua idoneità, nonché a proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’amministrazione. Il RPCT svolge stabilmente un’attività di controllo sull’adempimento da parte della Società degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando al Consiglio di Amministrazione e all’ODV, i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione. Inoltre provvede all’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza con scorrimento annuale, all’interno del quale sono previste specifiche misure di monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza e ulteriori misure e iniziative di promozione della trasparenza in rapporto con il Piano anticorruzione. Il RPCT inoltre controlla e assicura: - la regolare attuazione dell’accesso civico sulla base di quanto stabilito dalla normativa; - la non assunzione di dipendenti pubblici che, negli ultimi tre anni di servizio, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto di pubbliche amministrazioni, nei confronti delle società stesse; - la normativa inerente la rotazione del personale, da adottare se presente una classe dirigenziale, nelle attività maggiormente a rischio o prevedere misure alternative che riducono il rischio di corruzione; - l’individuazione delle aree di rischio inerenti la normativa sotto la sua vigilanza, conseguente la formalizzazione delle singole procedure; - l’organizzazione delle attività di monitoraggio, definendo, in collaborazione con l’ODV, gli appositi flussi con reportistica standardizzata; - la verifica della sussistenza di eventuali condizioni di inconferibilità e situazioni di incompatibilità in capo a coloro che rivestono incarichi di amministratore e a coloro cui sono conferiti incarichi dirigenziali come disposto dal D. Lgs. 39/2013. I controlli saranno svolti a campione con formalizzazione standardizzata delle comunicazioni e con frequenza predeterminata in relazione alle necessità di controllo come indicato nella Gap Analysis. Il RPCT, ai sensi del c. 14 art. 1 L. 190/2012, ha predisposto, con atto proprio, la Relazione annuale la quale dimostra l’efficacia delle misure di prevenzione definite dal PTPCT, l’attività svolta dal Responsabile e lo stato di attuazione della materia in esame nella società. La redazione e pubblicazione della relazione annuale del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è stata pubblicata sulla sezione Società Trasparente/Altri contenuti in data 15 gennaio 2023 differimento del termine indicato da ANAC con comunicazione de Presidente in data 30.11.2022. Informazione e formazione del personale Conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente, SAS ha definito un programma di comunicazione e formazione finalizzato a garantire una corretta divulgazione e conoscenza del Modello e delle regole di condotta in esso contenute, nei confronti delle risorse già presenti in azienda e di quelle da inserire. In relazione alla comunicazione, la Società diffonde il Modello ed i suoi aggiornamenti nel contesto aziendale attraverso qualsiasi strumento ritenuto idoneo. In ogni caso, l’attività di formazione finalizzata a diffondere la conoscenza della normativa di cui al D. Lgs. 231/2001, alla legge 190/2012 e del D. Lgs. 33/2013 e successive modificazioni e alle prescrizioni del Modello adottato, sarà differenziata nei contenuti e nelle modalità in funzione della qualifica dei destinatari, del livello di rischio dell’area in cui operano, dell’avere o meno funzioni di rappresentanza della Società. Nei prossimi mesi si terranno delle brevi sedute di aggiornamento del personale per richiamare i principi del codice etico. 6.2 Codice Etico La Società ha adottato il Codice Etico al fine di: - garantire un adeguato supporto interpretativo; - prevedere un apparato sanzionatorio e i relativi meccanismi di attivazione auspicabilmente connessi ad un sistema per la raccolta di segnalazioni delle violazioni del codice. Con delibera del CdA del 29 gennaio 2018, la Società ha aggiornato il documento in Codice Etico e di Comportamento sulla base sia del D.Lgs 231/2001 e del DPR 62/2013, adattandolo però alle proprie caratteristiche di società in controllo pubblico, non rientrando nell’ambito applicativo del DPR 62/2013 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici”. E’ stato necessario riaggiornare il codice etico e d comportamento inserendo alcuni nuovi paragrafi, inerenti uno alla gestione dei rapporti con i media e l’altro alla lotta all’evasione fiscale. La Società ha aggiornato il documento in Codice Etico e di Comportamento in data 31 gennaio 2021 con verbale del CDA n. 177. E’ previsto un ulteriore aggiornamento nel 2024. 6.3 Protocolli di legalità per gli affidamenti (da rivedere) Il Consiglio di Amministrazione della Servizi alla Strada S.p.A., in data 28 febbraio 2017, ha deliberato che, in applicazione di quanto disposto dall’art. 1 comma 17 della Legge 6 novembre 2012 n. 190, per gli appalti di forniture, servizi e lavori di importo superiore a €. 40.000,00, ove pertanto la scelta del contraente non è fiduciaria, dovrà far parte integrante della procedura il Patto di Integrità adottato dalla Servizi Alla Strada S.p.A. Il Patto di Integrità è stato rivisto togliendo la seguente frase: “La mancanza del documento debitamente sottoscritto dal legale rappresentante del soggetto concorrente comporterà l’esclusione dalla gara” e riapprovato dal Cda in data 31 marzo 2021 con verbale n.177. Per le procedure inferiori a €. 40.000,00, dovrà essere inserito il link di collegamento al Codice Etico e di Comportamento approvato dal Consiglio di Amministrazione, che può essere inserito o nell’ordine o nel contratto. E’ stato nominato nella persona del Direttore Generale il RASA di Servizi Alla Strada che provvede ad aggiornare l’AUSA entro il 31 dicembre di ogni anno, o in altra data qualora si verifichi delle modifiche all’interno della stazione appaltante. 6.4 Tutela di chi segnala gli illeciti In attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937, è stato emanato il d.lgs. n. 24 del 10 marzo 2023 riguardante “la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali”. In data 29 novembre 2018 Servizi Alla Strada S.p.A. aveva deliberato una procedura di segnalazione di illeciti e irregolarità, mettendo a disposizione degli eventuali segnalanti (whistleblowing) appositi canali per le segnalazioni: • per le segnalazioni non anonime, quindi dove il segnalante è identificato, le seguenti e-mail già attive: - segnalazionirpct@serviziallastrada.it, letta dal Responsabile Anticorruzione e Trasparenza,  odv@serviziallastrada.it, letta dall’Organismo di Vigilanza. Qualora si scelga questi canali per segnalare illeciti, si ribadisce che la Servizi alla Strada S.p.A. tutelerà il segnalante in ogni contesto, così come previsto dal D.lgs n. 24 del 10 marzo 2023, dalla ricezione della segnalazione e in ogni fase successiva da tutti coloro che sono coinvolti nella gestione della segnalazione salve le comunicazioni che per legge o in base al P.N.A. (Piana Nazionale Anticorruzione) devono essere effettuate. In base all’ art. 1 della Legge 179/2017, la segnalazione è inoltre sottratta all'accesso previsto dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni, all’accesso civico, previsto dall’art. 5 comma 1 del D.Lgs. 33/2013, all’accesso generalizzato previsto dall’art. 5 comma 2 del D.Lgs. 33/2013. • per le segnalazioni riservate, il software aziendale “SEGNALAZIONI.NET” al seguente link: https://serviziallastrada.segnalazioni.net/. In questo secondo caso Servizi alla Strada S.p.A. ha scelto di recepire le segnalazioni previa registrazione dell’utente all’interno del software Segnalazioni.net. Al fine di ottemperare al D.Lgs. 24/2003, e alle linee guida ANAC n. 311 dl 12 luglio 2023, Servizi Alla Strada S.p.A. ha adeguato i suoi canali di segnalazione, introducendo nel software aziendale “SEGNALAZIONI.NET”, la possibilità di segnalazione orale. La segnalazione orale, è gestita dal software segnalazioni.net, e segue lo stesso iter della segnalazione scritta riservata, questa modalità consente al segnalante di non compilare il modello della piattaforma e di inviare invece un messaggio vocale. La voce sarà camuffata dal software stesso e resa irriconoscibile. Servizi alla Strada S.p.A. ha messo a disposizione informazioni chiare sui canali, sulle procedure e sui presupposti per effettuare le segnalazioni interne ed esterne. Le suddette informazioni sono esposte e rese facilmente visibili nei luoghi di lavoro, nonché accessibili alle persone che pur non frequentando i luoghi di lavoro intrattengono con la Società un rapporto giuridico. Servizi alla strada S.p.A. rende fruibile il presente Regolamento “Whistleblowing”: • in una sezione dedicata del proprio sito internet., sotto la sezione Società Trasparente – Altri Contenuti – Whistleblowing – Segnalazioni illeciti; • sul sito istituzionale della Servizi alla Strada S.p.A.; • sulla intranet aziendale. La procedura è stata inoltre inviata alle rappresentanze sindacali per opportuna presa visione. Sono stati revisionati anche i documenti ai sensi del regolamento generale sulla protezione dei dati in sigla RGPD, ufficialmente regolamento n. 2016/679. La gestione e la verifica sulla fondatezza delle circostanze rappresentate nella segnalazione sono affidate al Responsabile Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, che provvede nel rispetto dei principi di imparzialità e riservatezza effettuando ogni attività ritenuta opportuna. Nel caso in cui la segnalazione riguardi il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, deve essere inviata all’ANAC. In ogni caso la segnalazione può essere inviata all’ANAC. Per l’invio della segnalazione è necessario seguire la procedura riportata all’indirizzo: https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnline/SegnalazioneWhistleblowing. La segnalazione può essere anche oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile. Servizi Alla Strada S.p.A. pone in essere le tutele individuate dalla normativa vigente (art. 54-bis del d.lgs. 165/2001). Le segnalazioni sono state ovviamente gestite dall’RPCT e dall’ODV e portate per l’istruttoria e le conseguenti deliberazioni al Consiglio di Amministrazione della Società. 6.5 Metodologia utilizzata per l’analisi dei rischi La valutazione del rischio è la macro-fase del processo di gestione del rischio in cui lo stesso è identificato, analizzato e confrontato con gli altri rischi al fine di individuare le priorità di intervento e le possibili misure correttive/preventive (trattamento del rischio). La valutazione del rischio si articola in tre fasi: l’identificazione, l’analisi e la ponderazione. Servizi Alla Strada S.p.A., per le sopra richiamate fasi, si è avvalsa della metodologia indicata nell’allegato 1 al PNA “Indicazione metodologiche per la gestione dei rischi corruttivi”. Servizi Alla Strada S.p.A., avendo nell’anno 2019 aggiornato il MOGC ai sensi del D.Lgs. 231/2001, aveva già analizzato i processi aziendali per procedere al risk assessment, pertanto in questa fase, si è proceduto ad aggregarli sia nelle aree di rischio definite “generali” sia nelle aree di rischio “specifiche” ritenute caratteristiche per la Società. Nell’aggiornamento del PTCT e MOGC dell’anno 2021-2023 è stato analizzato il rischio relativo ai “reati tributari”, oltre a rivedere gli altri processi e aggiornando i questionari. In questo aggiornamento sono stati analizzati i reati tributari. Si è proceduto ad incrociare due indicatori composti ognuno da più variabili, rispettivamente per la dimensione della probabilità e l’impatto; intendendo con probabilità la misura espressa in quantità dell’accadimento futuro dell’evento, e per impatto il valore del suo effetto qualora lo stesso evento si verifichi. Per ambedue gli indicatori si è proceduto ad individuare un set di variabili significative caratterizzate da un nesso di casualità tra l’evento rischioso ed il reale accadimento. Come suggerito da ANAC è stato usato un approccio qualitativo, applicando una scala di misurazione ordinale (alto, medio, basso) e successivamente, una volta attribuiti i valori alle singole variabili degli indicatori di impatto e probabilità si è identificato il livello del rischio di ciascun processo, attraverso la combinazione logica dei due fattori secondo i criteri indicati nella tabella seguente: Combinazioni valutazioni PROBABILITA’ - IMPATTO LIVELLO DI RISCHIO PROBABILITA’ IMPATTO Alto Alto Rischio alto Alto Medio Rischio critico Medio Alto Alto Basso Rischio medio Medio Medio Basso Alto Medio Basso Rischio basso Basso Medio Basso Basso Rischio minimo Sono state inoltre associate le misure generali e specifiche al trattamento del rischio stesso. Misure generali Si elencano di seguito le misure di prevenzione generali attuate in Servizi Alla Strada: 1) Codice etico e di comportamento; 2) Inconferibilità - incompatibilità; 3) Whistleblowing; 4) Formazione; 5) Trasparenza; 6) Commissioni e conferimento incarichi in caso di condanna; 7) Patti di integrità. Misure specifiche Per le misure specifiche ad oggi in Servizi Alla Strada sono applicate le seguenti: 1) Misure di controllo; 2) Misure di trasparenza; 3) Misure di definizione e promozione dell'etica e di standard di comportamento 4) Procedure ISO 9001:2015; 5) Manuale della Qualità. Dall’analisi dei risultati emersi dal questionario sono state valutate le misure ad oggi attuate ed inserite delle nuove misure poste a presidio dei nuovi rischi emersi, la programmazione delle misure di prevenzione è esposta in parte nel questionario di valutazione del rischio e in parte nella gap analysis, in modo da passare dal “current state” al “desired state” attraverso l’”action plan” con la tempistica di realizzazione. 7 Monitoraggio e riesame La trasmissione dei flussi informatizzati sulle aree di rischio, è il primo livello di controllo sui dati rilevati, dal quale è possibile valutare se le misure allocate sull’evento rischioso sono sufficienti a contrastarlo; viene inoltre monitorizzato dal gruppo di controllo interno, tramite verifiche periodiche, lo stato di attuazione delle misure stesse richieste. A tale proposito, il RPCT si avvale di un gruppo di controllo interno che collaborerà alla redazione di un documento da sottoporre all’attenzione del Consiglio di Amministrazione nel quale si indicherà: la pianificazione delle misure di prevenzione, la periodicità delle misure, la modalità di svolgimento della verifica circa l’attuazione e l’idoneità delle misure. Ogni anno RCPT redige la relazione i sensi dell’art. 1, co. 14, della legge 190/2012, relazione che illustra l’attività svolta nell’anno precedente. Gli obbiettivi per il prossimo anno sono i seguenti: Rotazione del personale (Allegato 2 PNA) La rotazione del personale è stata effettuati nei casi la Servizi Alla Strada ha ritenuto opportuno effettuare modifiche in organigramma. Servizi alla Strada anche in assenza di regolamento si basa su quanto indicato da ANAC sia per la rotazione ordinaria che straordinaria di personale Misure di disciplina del conflitto di interessi Ancora non è stato redatto un regolamento che disciplina il conflitto di interesse, ma viene fatto riferimento al Regolamento del Comune di Firenze. Formazione sia sul MOGC che sul PTPCT Formazione effettuata dall’ODV presso la Sede della Sas tramite interviste ed aggiornamenti Pantouflage E’ stata prevista un clausola negli avvisi di selezione pubblica per i nuovi assunti. 8 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 8.1 Premessa L’assetto normativo in materia di prevenzione della corruzione è stato completato con i seguenti decreti attuativi: • D.Lgs. 14 marzo 2013 n. 33, riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, approvato dal Governo il 15 gennaio 2013, in attuazione dei commi 35 e 36 dell’art. 1 legge 190/2012, modificato dal D.Lgs. n. 97/2016 attuativo della Legge 124/2015; • D.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e gli enti privati in controllo pubblico a norma dell’art. 1 commi 49 e 50 Legge 190/2012. L’art. 2 del D.Lgs. 97/2016 ha modificato la nozione generale di “trasparenza” intesa ora come accessibilità totale dei dati e dei documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, perciò volta non solo a favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo di risorse pubbliche, ma anche a tutelare i diritti dei cittadini e promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa. La trasparenza non è pertanto da considerare un fine, ma uno strumento per avere una pubblica amministrazione che operi con etica ed in modo efficiente ed economico. 8.2 Attuazione delle misure Al fine di dare attuazione alla disciplina della trasparenza sulla home page del sito istituzionale della Società è presente una sezione denominata “Società Trasparente” organizzata in sezioni e sottosezioni definite così come previsto nelle linee Guida Anac approvate nell’adunanza dell’8 di novembre 2017 con delibera n. 1134. A seguito dell’introduzione del nuovo Codice dei Contratti D.Lgs. 36 del 31.03.2023, sono state introdotte rilevanti modifiche in materie di trasparenza dei dati e delle informazioni, valorizzando il principio dell’unicità dell’invio, in base al quale ciascun dato e/o informazione è reso fruibile una volta sola ad un sistema informativo. I contratti pubblici, nel ciclo della loro vita, debbono essere svolti mediante piattaforme digitali e obbligatoriamente comunicati alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (ANAC). Ad oggi, però, non risulta superata la delibera ANAC 1134/2017, delibera sulla quale è stata predisposta “Società Trasparente”. Tuttavia le delibere ANAC (261 e 264 del 20/06/2023) e la nota ANAC del 10/01/2024 intervengono dettando nuove regole per la sottosezione “Bandi di gara e contratti”. Servizi Alla Strada procederà: • per i contratti conclusi entro il 2023: procederà a pubblicare nella sezione ”Società Trasparente” sottosezione “Bandi di gara e contratti” le informazioni di cui all’art. 4 della delibera 39/2016 in formato digitale standard aperto, secondo le modalità indicate dalla stessa delibera. (ex art. 1 comma 32 Legge 190/2012). Allegato . 3 • Per i contratti non conclusi entro il 2023: la trasparenza degli stessi dati è assolta mediante comunicazione tempestiva degli stessi, cioè nell’immediatezza della loro produzione, alla BDNCP tramite SIMOG (cfr. Comunicato congiunto ANAC-MIT, delibera 582 del 13 dicembre 2023). Le stazioni appaltanti pubblicano in ”Società Trasparente”, sottosezione “Bandi di gara e contratti”, il link tramite il quale si accede alla sezione della BDNCP dove sono pubblicate, per ogni procedura di affidamento associata a un CIG, tutte le informazioni che le stazioni appaltanti hanno trasmesso attraverso SIMOG. Il Link della BDNCP è il seguente: https://dati.anticorruzione.it/superset/dashboard/appalti/?native_filters_key=G6KR4gjl9FroTgIB8R48eEZqj1vm7fNs3RZJWbJ9euQLidMxvS1wQHEixZGQZaDG. • Per i contratti la cui procedura si avvia dal 1° gennaio 2024: la trasparenza dei dati è assolta mediante la trasmissione degli stessi dati alla BDNCP attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti inseriscono sul sito istituzionale, un collegamento ipertestuale che rinvia ai dati relativi all’intero ciclo di vita del contratto e che includono anche quelli indicati all’art. 28, co. 3 del nuovo codice. Bozza dell’Allegato n. 3a) dove viene indicato come verrà riorganizzata la pubblicazione. A seguito degli ultimi due punti dovrà essere implementato il software per la pubblicazione. 8.3 Obiettivi strategici in materia di trasparenza Gli organi di vertice negli atti di indirizzo hanno dato massima importanza ai principi stabiliti da tutta la normativa di riferimento in materia di trasparenza. Il settore coinvolto per l’individuazione del programma è il Settore “Servizi Informativi ICT”. Ai fini degli adempimenti di trasparenza concernenti gli obblighi di pubblicazione dei dati indicati dall’art.10 comma 1 d.lgs 33/2013, si evidenzia che la responsabile delle pubblicazioni (RP) e delle trasmissioni (RT) dei dati, documenti e informazioni della Servizi alla Strada S.p.A.è la dott.ssa Laura Fontanelli. L’Organismo di Vigilanza opera con il RPCT sulla vigilanza dell’attuazione degli obblighi di trasparenza a supporto dell’attività di controllo dell’adempimento da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. 8.4 L’accessibilità totale La trasparenza intesa come accessibilità totale attraverso lo strumento della pubblicazione delle informazioni inerenti gli andamenti gestionali è affidata dal Piano anticorruzione al RPCT che svolge stabilmente un’attività di controllo sugli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate con l’obbligo di segnalazione dei casi di mancato o ritardato adempimento. Il RPCT regolamenta i flussi informativi secondo le scadenze previste dalla legge attenendosi al principio di tempestività ovvero che la pubblicazione sia effettuata in tempo utile a consentire ai portatori di interesse di esperire tutti i mezzi di tutela riconosciuti dalla legge quali la proposizione di ricorsi giurisdizionali. Le informazioni e i documenti dovranno essere pubblicati in formato aperto e raggiungibili direttamente dalla pagina dove le informazioni stesse sono riportate. Nella pubblicazione di dati e documenti sarà garantito il rispetto delle normative sulla privacy. 8.5 Obiettivi Oltre allo svolgimento delle sopramenzionate attività, sono obiettivi particolari: • l’individuazione esatta delle procedure conseguenti la predisposizione di apposite deleghe che definiscono ruoli, mansioni e responsabilità nell’ambito del processo sensibile; • la predisposizione o l’aggiornamento dei regolamenti inerenti i processi aziendali; • la predisposizione delle azioni tese al miglioramento della gestione del rischio tramite l’affinamento della Gap Analysis. Alla luce delle Linee guida ANAC dell’8 novembre 2017, è stato predisposto l’allegato 1 in accordo con le linee guida di cui ai punti precedenti; inoltre, tale documento è stato rimodulato alfine di definire le tempistiche di pubblicazione con l’indicazione di chi detiene e quindi deve trasmettere il dato all’Ufficio preposto alla pubblicazione dello stesso - (Allegato 2 al presente piano). 8.6 OIV – Organismo indipendente di valutazione Il nuovo articolo comma 8 – bis dell’art. 1 della L. 190/2012, attribuisce agli OIV la funzione di attestazione degli obblighi di pubblicazione, di ricezione delle segnalazioni aventi ad oggetto i casi di mancato o ritardato adempimento agli obblighi di pubblicazione da parte del RPCT, nonché il compito di verificare la coerenza tra gli obiettivi assegnati, gli atti di programmazione strategico-gestionali e di performance e quelli connessi all’anticorruzione e alla trasparenza e il potere di richiedere informazioni al RPCT ed effettuare audizioni ai dipendenti. La determinazione ANAC n. 1134 dell’8 novembre 2017, prevede che “le definizioni dei nuovi compiti di controllo degli OIV nel sistema di prevenzione della corruzione e della trasparenza induce a ritenere che anche nelle società occorra individuare il soggetto più idoneo allo svolgimento delle medesime funzioni e che a tal fine, ad avviso dell’Autorità, ogni società attribuisce sulla base di proprie valutazioni di tipo organizzativo, tali compiti all’organo interno di controllo reputato più idoneo ovvero all’Organismo di Vigilanza (ODV)”. Servizi Alla Strada S.p.A. ha pertanto affidato il compito inerente l’attestazione degli obblighi di pubblicazione, come suggerito da ANAC, all’ODV che svolge funzioni assimilate a quelle dell’OIV. Con deliberazione n. 203 del 17 maggio 2023 Anac ha indicato gli obblighi di pubblicazione al paragrafo 1.2 e all’allegato 2.2 della predetta delibera. Anac introduce anche una piattaforma web per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione, l’accesso è riservato agli OIV. La Dott.ssa Laura Morini ODV-OIV della Servizi Alla Strada S.p.A si è registrata ed ha compilato lo schema fornito da ANAC il 17 luglio 2023, spedito ad ANAC e recepito a prot. 1882. La stessa documentazione è stata pubblicata su Società Trasparente – Controlli e rilievi sull’amministrazione – Organo di controllo che svolge le funzioni di OIV. 8.7 Accesso civico Il D. Lgs. 97/2016 ridisegna l’accesso civico con il c. 1 art. 3 “Modifiche all’art. 2 del D. Lgs. 33/2013 “Ambito soggettivo di applicazione” con il quale specifica che le disposizioni del D. Lgs. 33/2013 disciplinano la libertà di accesso di chiunque ai dati e ai documenti detenuti dalle PA e dagli altri soggetti indicati dal c. 2-bis, garantita tramite l’accesso civico, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti, e tramite la pubblicazione di documenti, informazioni e dati concernenti l’organizzazione e l’attività delle PA e le modalità per la loro realizzazione. Il D. Lgs. 97/2016 all’art. 6 riscrive l’art. 5 rubricato “Accesso civico a dati e documenti” del D. Lgs. 33/2013 e inserisce gli art. 5-bis e 5-ter. La nuova versione prevede che l’obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle PA di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione. Per tale motivo, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle PA, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del D. Lgs. 33/2013, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti. L’esercizio del diritto di accesso civico non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente. L’istanza di accesso civico identifica i dati, le informazioni o i documenti richiesti e non richiede motivazione. Il c. 5-bis aggiunto, disciplina le esclusioni ed i limiti all’accesso civico, in particolare, questo è rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici. Ai sensi dell’art. 5 comma 2 del D. Lgs. 33/2013 la richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'articolo 5-bis. La legittimazione soggettiva del richiedente non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al RPCT della Società. Il RPCT si pronuncia in ordine alla richiesta di accesso civico e ne controlla e assicura la regolare attuazione. Nel caso in cui il Responsabile non dovesse ottemperare alla richiesta il richiedente può ricorrere al titolare del potere sostitutivo che dunque assicura la pubblicazione e la trasmissione all’istante dei dati richiesti. Ai fini della migliore tutela dell’esercizio dell’accesso civico, le funzioni relative all’accesso civico sono delegate al RPCT ad altro dipendente, in modo che il potere sostitutivo possa rimanere in capo al Responsabile stesso. 8.8 Accesso generalizzato Tutti i soggetti indicati nell’art. 2-bis del D. Lgs. n. 33/2013 a decorrere dal prossimo 23 dicembre dovranno assicurare l’effettivo esercizio da parte di “chiunque” del c.d. accesso generalizzato, equivalente a quello che nei sistemi anglosassoni è definito “Freedom of information act” (F.O.I.A.). Questo nuovo istituto, che si aggiunge all’accesso civico di cui all’art. 5, comma 1, del medesimo D. Lgs. 33/2013, ne rappresenta una forte implementazione, costituendo per l’ordinamento nazionale una sorta di rivoluzione copernicana. L’ANAC, nelle linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti del nuovo accesso generalizzato, afferma che il nuovo accesso civico è da ritenersi sicuramente compatibile per i soggetti di cui al c. 2 e 3 art. 2-bis D. Lgs. 33/2013, tenuto conto che l’attività svolta da tali soggetti è volta alla cura degli interessi pubblici. Piuttosto, per i medesimi soggetti, “il criterio della compatibilità va inteso come necessità di trovare adattamenti agli obblighi di pubblicazione in ragione delle peculiarità organizzative e funzionali delle diverse tipologie di enti, e non in relazione alle peculiarità di ogni singolo ente. Diversamente si avrebbe un’applicazione estremamente diversificata e disomogenea della trasparenza, anche all’interno della stessa tipologia di enti, conseguenza non rispondente allo scopo della norma e all’obiettivo di poter effettuare, tra le altre cose, comparazioni e confronti”. Ad oggi nel nostro ordinamento convivono tre forme di accesso: - l’accesso di cui alla legge n. 241/1990 (art. 5, comma 11, D. Lgs. n. 33/2013); - l’accesso civico di cui all’art. 5, comma 1, introdotto dal D. Lgs. n. 33/2013 ante modifiche di cui al D. Lgs. n. 97/2016; - l’accesso generalizzato, introdotto dal D. Lgs. n. 97/2016, art. 5, comma 2, che si aggiunge all’accesso civico di cui all’art. 5, comma 1. Le tre forme di accesso si basano su presupposti diversi. L’accesso civico e l’accesso generalizzato, pur accomunati dalla possibilità di essere attivati da “chiunque”, indipendentemente dalla titolarità di un interesse concreto, diretto e attuale, si muovono su binari paralleli. L’accesso civico si riferisce alla pubblicazione obbligatoria di categorie di documenti specificamente individuati dalle disposizioni normative contenute nel D. Lgs. 33/2013, agli obblighi che incombono sui soggetti obbligati alla pubblicazione corrisponde il diritto di chiunque di richiedere, senza limitazioni e senza necessità di motivazione, i documenti di cui sia stata omessa la pubblicazione. Per far valere tale diritto occorre dunque poter riferire il documento richiesto ad una delle specifiche categorie individuate dal D. Lgs. n. 33/2013, dimostrando che il soggetto interessato non ha adempiuto all'obbligo di dare un'adeguata pubblicità. L’accesso generalizzato, invece, è indipendente da obblighi di pubblicazione ed è espressione di una libertà che incontra, nella tutela degli interessi pubblici e/o privati di cui all’art. 5-bis, commi 1 e 2 e nelle esclusioni disposte dall’art. 5-bis, comma 3, gli unici vincoli con cui lo stesso debba misurarsi, in un costante bilanciamento fra interesse pubblico alla disclosure, eccezioni assolute individuate dal legislatore ed eccezioni relative che obbligano ad un’attività valutativa caso per caso. A differenza dell’accesso documentale di cui alla legge n. 241/90, dove l’istituto dell’accesso non può essere utilizzato per sottoporre l’amministrazione ad un controllo generalizzato, il nuovo accesso è volto, come si legge nel testo normativo, a “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Oggetto dell’accesso generalizzato sono i dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione, ossia per i quali non sussiste uno specifico obbligo di pubblicazione. Possono essere oggetto di accesso anche le informazioni (dunque non solo dati e documenti) detenute dalle P.A. e dagli altri soggetti sopra richiamati, di cui al c. 2 e 3 art. 2-bis D. Lgs. 33/2013. Per regolamentare e spiegare all’utente interessato i diversi tipi di accesso, la Società ha pubblicato un documento nella sezione del sito Società trasparente/Altri contenuti/Acceso civico, oltre ai relativi allegati. La Società ha inoltre deciso di pubblicare ed aggiornare semestralmente il Registro degli accessi, come raccomandato da ANAC nelle Determinazione n. 1309 del 28/12/2016 “linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all'accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013”. 9. NORMATIVA SULLA PRIVACY L’art. 7-bis del D.Lgs. 33/2013 ha disciplinato il rapporto tra l’adempimento degli obblighi in materia di trasparenza e la normativa sulla privacy di cui al d.lgs. 196/2003 e il Regolamento (UE) 2016/679. La disposizione in esame sancisce la piena possibilità di una diffusione dei dati personali per l’adempimento degli obblighi in materia di trasparenza attraverso il sito istituzionale, nonché il loro trattamento secondo modalità che ne consentono l’indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web ed il loro riutilizzo ai sensi dell'articolo 7 del d.lgs. 33/2013 nel rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali. E’ invece fatto divieto di pubblicare i dati sensibili e giudiziari di cui all'art. 4, comma 1, lettere d) ed e), del D.Lgs. 33/2013. Non sono quindi ostensibili, se non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino l’astensione dal lavoro, le componenti della valutazione o le notizie concernenti il rapporto di lavoro tra dipendente e Società, idonee a “rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”, cioè i dati sensibili e supersensibili, disciplinati dall’art. 4, comma 1, lett. d), D. Lgs. 196/2003. Quanto invece ai dati, informazioni e documenti oggetto di pubblicazione non obbligatoria, la pubblicazione è possibile purché avvenga nel rispetto dei limiti indicati dall’art. 5-bis D. Lgs. 33/2013 e procedendo all’anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti. Si evidenzia inoltre che nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti, la Società provvederà a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione. 10. Accesso e Contatti In caso di necessità di accesso o per qualsiasi altro tipo di informazione si riporta l’elenco dei punti di contatto aziendali: Segreteria: segreteria@serviziallastrada.it RPCT: segnalazionirpct@serviziallastrada.it Direttore Generale: Dott. Andrea Garofalo Consiglieri di Amministrazione: Dott. Marco Semplici Presidente, Dott.ssa Valentina Borgogni e Dott. Andrea Pugliese Consiglieri Segreteria di Direzione: 0554040209 Ufficio acquisti e appalti: 0554040224 Servizi operativi – depositeria :0554040601 Gestione procedure e sicurezza: 0554040224 Servizio qualità: 0554040224 Servizio amministrazione: 0554040218 11. ALLEGATI Allegato A - Organigramma Allegato n. 1 ”Gap Analysis” Allegato n. 2 “Elenco obblighi di Pubblicazione – Bandi di gara fino al 31.12.2023 Allegato 2a) “Elenco obblighi di Pubblicazione – Bandi di gara fino da 01.01.2024” Allegato n. 3 “Questionario reati anticorruzione PTPCT 2024 2026”